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Cibo, in futuro mangeremo tutti insetti

Una bella polpetta di formiche fritte, oppure cavallette arrosto in insalata? Se state storcendo il naso, in futuro, vi ricrederete. Circa due miliardi di persone consumano i pasti scegliendo tra mille e 900 specie di insetti commestibili. Ogni anno gli studi scientifici non smettono di mettere in evidenza come affidarsi alla entomofagia – ossia il consumo alimentare di insetti – sia salutare per il corpo umano. I livelli di ferro, calcio, rame, magnesio, manganese e zinco, contenuti in cavallette, grilli, vermi e larve di coleottero sono perfetti per nutrirci.

Insomma, secondo questi scienziati dovremmo iniziare a mangiare insetti. In piccolissima parte già lo facciamo perché frammenti di insetti finiscono nelle materie prime e da qui nel nostro stomaco, contribuiscono al nostro benessere con grassi, vitamine, fibre e minerali. Senza contare che allevare grilli è più sostenibile dei bovini, significherebbe consumare meno spazio, meno risorse idriche, diminuire le immissioni di gas serra e ridurre l’impatto ambientale, aiutando così l’economia di molte zone rurali del mondo.

Più facile a dirsi che a mangiarsi. Mettere nel piatto una cavalletta o un grillo fritto per molti di noi è ripugnante. Per cercare, quindi, di superare quanto pregiudizio in tema di entomofagia, arriva in soccorso la letteratura. Dimenticatevi i libri di Masterchef, qui occorre attingere al patrimonio culinario e pure antropologico di chi non ha avuto paura di mangiare insetti e di ci spiega come si cucinano meglio. I più esperti lo chiamano il viaggio nel “crazy food” e potrebbe benissimo cominciare dal libro di Luis Devin, “Ai confini del gusto”, dove si parla di polpette di moscerini, zuppe di nidi d’uccello, formiche ripiene di miele, tarantole fritte e formaggi con vermi.

Se il vostro stomaco ha retto e, anzi, vi fosse venuta fame, si può proseguire con “Un insetto nel piatto, piccola guida al cibo del futuro”, a cura di Giulia Maffei e Giulia Tacchini. Una biologa e una designer appassionate di cucina che spiegano anche l’aspetto storico e antropologico di questo tipo di dieta, oltre che pratico, ossia come cucinare i grilli nel forno. Per chiudere i consigli di lettura, che potrebbero finire in tavola, c’è “Bistecche di formica e altre storia gastronomiche”, di Baldini & Castoldi, già una sorta di bibbia del crazy food.

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