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Sciopero degli anestesisti, oggi non ventimila interventi sono a rischio

Interventi chirurgici a rischio venerdì a causa dello sciopero degli anestesisti e rianimatori ospedalieri, con un blocco di 4 ore all’inizio di ogni turno lavorativo.

 La protesta era stata indetta anche dagli altri sindacati medici, che l’hanno però revocata in seguito alla crisi di governo. «Ventimila interventi chirurgici saltano senza di noi – afferma l’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani-Emergenza area critica (Aaroi-Emac) -: astenendoci dal lavoro nelle prime quattro ore di ogni turno di servizio dimostreremo che senza di noi si fermano tutte le funzioni vitali degli ospedali, in sala operatoria, nei punti nascita, e non solo». Una decisione, precisa l’Aaroi-Emac, «maturata e sofferta, presa tutt’altro che a cuor leggero, dopo mesi di richieste insoddisfatte e di false promesse sul rinnovo contrattuale, sulle assunzioni in sanità, su soluzioni per risolvere il precariato e il caporalato». 

A differenza di un’astensione dal lavoro di un’intera giornata, sottolinea il sindacato medico, questa modalità di protesta consentirà di salvaguardare, nelle fasce orarie non comprese nello sciopero, tutte le attività assistenziali a garanzia dei servizi sanitari minimi ed essenziali e quelle dedicate ai pazienti fragili (oncologici, anziani, bambini).

Le richieste dei medici

«Il rimpasto governativo non cambia gli interlocutori dei medici del Servizio sanitario – ha detto il presidente dell’Associazione anestesisti, Alessandro Vergallo -. Il riconfermato ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, non è riuscita a rendere il lavoro dei medici una reale priorità nelle scelte strategiche dei due precedenti governi, e si è rivelata un interlocutore muto sulle insufficienze di personale e sul caporalato che affliggono i settori nevralgici dell’anestesia, della rianimazione, dell’emergenza». La mobilitazione era stata convocata per chiedere, in legge di Bilancio, più risorse per i contratti e più attenzione verso la sanità pubblica. Il testo della manovra però è stato blindato e approvato in Senato in 24 ore senza modifiche a causa della crisi di governo, facendo così cadere tutte le proposte di emendamento, comprese quelle che chiedevano più risorse per i contratti dei medici. Di qui, pochi giorni fa, l’annuncio della revoca dello sciopero da parte dei sindacati di categoria. Una decisione che vede però contrari gli anestesisti. «La crisi di governo, a maggior ragione ora che si avvia a risoluzione – prosegue Vergallo – non incide sulla sostanza della mobilitazione: il personale del Servizio sanitario nazionale, e in particolare i medici, non sono stati fino a oggi una priorità dell’esecutivo».

«Rischi su rischi per i pazienti»

Oltre alle motivazioni di ordine generale, l’Associazione anestesisti presenta alcune specifiche rivendicazioni «contro le incredibili situazioni che continuano ad aggiungere rischi su rischi soprattutto per i pazienti, oltre che per i medici di prima linea come quelli da noi rappresentati: la graduale (e illegale) sostituzione della guardia anestesiologica h24 con un anestesista reperibile da casa, il ricorso (anche questo illegale) sempre più diffuso al caporalato delle cooperative, lo sfruttamento dei medici precari e degli specializzandi, attività multiple sempre più spesso addossate a un unico medico, costretto al rischio di trascurare un paziente grave per poter garantire le cure a uno più grave».

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