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Ha dovuto pagare un conto salatissimo alla sfortuna Romulo Souza Orestes Caldeira, meglio conosciuto solamente come Romulo. Il duttile centrocampista brasiliano naturalizzato italiano è tornato a Verona dopo il mancato riscatto da parte della Juventus. Tanti gli infortuni che hanno precluso al classe 1987 di mettersi in mostra in bianconero collezionando solo pochissime presenze. A distanza di due stagioni con Romulo tornato protagonista con gli scaligeri in Serie B.

Lo stesso calciatore è tornato a parlare dei suoi problemi in un’intervista a “La Gazzetta dello Sport”: “Succede che cominciavo un allenamento e provavo un dolore continuo agli adduttori. In quel modo non potevo andare avanti. Mi fermo, riprendo. Debutto in Champions League con il Malmö. Mi fermo di nuovo. Ero a pezzi. Tornavo a casa e piangevo ogni giorno. Massimiliano Allegri aveva fiducia in me, diceva che non mi mancava nulla per essere un titolare. Ma al primo scatto mi bloccavo”.

Un ricordo assai doloroso per Romulo che ha un sogno, quello di riprendersi la maglia della Nazionale italiana. L’oriundo venne convocato da Cesare Prandelli, allora ct dell’Italia, in occasione dei test pre-Mondiali 2014. Fu lo stesso Romulo con grande onestà e correttezza, nonostante rientrasse nella lista dei 23 calciatori disponibili per il mondiale, a dichiarare di non essere al 100% dal punto di vista fisico, preferendo cedere il posto a chi più in forma di lui.

Queste le parole del calciatore: “Ritrovare la maglia dell’Italia. Ero stato convocato da Prandelli per il Mondiale in Brasile. I guai fisici mi hanno costretto a rinunciare. Con il Verona voglio conquistare di nuovo la Nazionale. Impossibile tornarci dalla B? Ho imparato che se ci credi puoi fare tutto”.

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