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RUSCHEL, DIFENSORE SOPRAVVISSUTO: ”TROVATE LA MIA FEDE NUZIALE, DATELA A MIA MOGLIE”

“Trovate il mio anello nuziale e dite a mia moglie che sono vivo”. Sono state le prime parole rilasciate da uno dei pochissimi sopravvissuti alla tragedia di Meddelin. A parlare è il difensore della Chapecoense, Alan Ruschel, non appena estratto dalle macerie ancora fumanti del velivolo schianatosi sui monti della Colombia dove hanno perso la vita 76 degli 81 passeggeri a bordo, tra cui i compagni di squadra. Che stavano per vivere una favola sportiva assoluta, in volo per disputare la loro prima finale della storia di un club che fino a qualche anno fa militava nelle retrovie della serie D brasiliana.

Ruschel è un miracolato. E’ vivo malgrado il violento impatto che ha ucciso 76 persone. E’ ridotto male ma vivo e non appena è stato soccorso ha chiesto che venisse informata la famiglia. Faceva parte della spedizione che avrebbe dovuto portare la squadra del Chapecoense a Meddelin per sfidare i padroni di casa nella finale d’andata. Una gara storica perché il club non aveva mai raggiunto prima un tale traguardo. Un viaggio che si era trasformato immediatamente in un motivo di festa ma che si è rivelato fatale.

“La mia famiglia, i miei amici, dove sono?”
Sono state le prime parole dette ai soccorritori giunti sul posto della sciagura. A trovare Ruschel è stato un gruppo di giovani: “L’unica cosa che sapevamo è che era caduto un aereo con 81 persone a bordo… non abbiamo mai visto una cosa così, l’aereo era distrutto e c’erano molti cadaveri in diversi punti dell’area”, hanno raccontato al quotidiano ‘El Tiempo’ di Bogotà.

Nessuno ci avrebbe creduto solo sette anni fa quando, nel 2009, la squadra giocava nell’equivalente della nostra serie D. Poi è iniziata una scalata memorabile che l’ha portata fino alla prima divisione nel 2014. Per la prima volta, quest’anno, l’incredibile risultato di potersi giocare un titolo importante come la Copa Sudamericana, pari alla nostra Europa League. Il programma era stato definito nei minimi dettagli: mercoledì dovevano affrontare nella finale di andata l’Atletico Nacional di Medellin, poi si sarebbe pensato al match di ritorno, davanti ai propri tifosi. Alcuni dei quali erano su quel maledetto aereo, per sostenere i propri beniamini e vivere quei momenti di festa.

Di 81 persone a bordo sono morti 76 passeggeri. Soltanto in cinque sono sopravvissuti in un primo momento: il 27enne Alan Ruschel, il portiere Jakson Follmann, Helio Zampier Neto, una persona di cui non si conosce al momento il nome e la hostess Jimena Suárez. Poi, la notizia del decesso del portiere, in ospedale. Non si prospettano altri sopravvissuti anche perché le ricerche e i soccorsi sono stati interrotti per le pessime condizioni meteorologiche.

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