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Meningite, in Toscana spaventa il ceppo St11: ecco cosa sta accadendo

Non sembra arrestarsi l’emergenza meningite in Toscana. Negli ultimi giorni sono morte due persone, mentre un bimbo di 8 anni è in via di guarigione presso l’ospedale Meyer. Il piccolo, colpito da meningite di tipo C è stato protetto dal vaccino, che gli era stato somministrato nel 2009 e che ha mitigato l’aggressività dell’infezione.  Nonostante la fitta campagna di prevenzione e di vaccinazione proposta dalla Regione i casi non sembrano diminuire e gli esperti parlano di iper-endemia, che è diverso dall’epidemia che molti temono. Dal gennaio 2015 a oggi sono 74 i casi di meningite in Toscana, di cui 58 da meningococco C, mentre i decessi sono in totale sono stati 13. Si parla di iper-endemia quando si ha un eccesso di persone infette che aumentano, di conseguenza, le probabilità di contagio. Il virus che si sta diffondendo in Toscana è un particolare tipo di menigococco C, chiamato St11, uno dei più aggressivi, e quindi più letale, ma di solito poco diffuso in Italia.  

 La regione sta affrontando l’emergenza con la vaccinazione e la profilassi. Per quanto riguarda i vaccini, come riporta anche il Corriere.it, sono gratuiti per i neonati e per i ragazzi di età fra gli 11 e i 20 anni e ai soggetti con particolari fragilità. Vista la situazione straordinaria viene offerta gratuitamente, su richiesta, anche a persone fra i 20 e i 45 anni. Il vaccino, come si è visto nel caso del piccolo di 8 anni di Viareggio, non protegge al 100%, ovvero, anche chi è vaccinato può contrarre il virus, ma rende di certo la malattia meno aggressiva. Il motivo è che non tutti reagiscono allo stesso modo: non tutti i bambini sviluppano il numero necessario di anticorpi, ad esempio. Oppure, in altri casi, può accadere che con il passare degli anni l’efficacia del vaccino diminuisca, per questo motivo sono previsti dei richiami, nel caso specifico del vaccino per la meningite effettuato sui neonati, questo dovrebbe avvenire in età adolescenziale.

 

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