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Il primo prototipo di smartphone flessibile

Flessibile e olografico: è lo smartphone del futuro? Ancora non è dato saperlo, ma nel frattempo lo sta sviluppando lo Human Media Lab della Queen’s University di Belfast, nel Regno Unito. Si chiama HoloFlex, e il suo display coniuga due delle tendenze che hanno attraversato fugacemente il mondo degli schermi telefonici: facoltà autostereoscopiche e capacità di resistere a torsioni e flessioni.

Per visualizzare immagini in tre dimensioni lo speciale pannello impiega uno strato di micro lenti che disperdono in tutte le direzioni la luce proveniente dall’LCD. Il risultato è che l’immagine viene riprodotta con un effetto simile a quello generato dalla console Nintendo 3DS, ma senza l’ostacolo di dover essere esattamente davanti allo schermo per percepire la profondità. Anche per quel che riguarda la flessibilità, il sistema è più evoluto di quelli già visti sul mercato (ad esempio sui telefoni deformabili di LG): i sensori presenti sullo schermo di HoloFlex infatti riconoscono la torsione applicata alla superficie e la tramutano in comandi per lo smartphone, in modo che piegando il gadget si possa interagire con i suoi contenuti.

A frenare i produttori dal portare questa soluzione sui propri telefoni c’è un problema non proprio marginale: la risoluzione del display, una unità Full HD che a causa del sistema di lenti interposto per creare l’effetto olografico restituisce immagini da appena 160 x 104 pixel.

Fonte Wired.

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