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Così Facebook sceglie i post da cancellare: svelato il “codice etico” dei moderatori

Due giornalisti tedeschi hanno avuto accesso a documenti riservati sulle linee guida utilizzate dai moderatori di Facebook per riconoscere e cancellare i post offensivi

Facebook cresce a dismisura e con esso cresce anche l’esigenza da parte dei vertici di Palo Alto di moderare i miliardi di post che ogni giorno compaiono sulle nostre bacheche. Due giornalisti tedeschi della Süddeutsche Zeitung hanno avuto accesso a documenti riservati e hanno scoperto quali sono le linee guida usate per cancellare i post rivenuti offensivi e che impediscono alla community di interagire serenamente e quindi al business che ruota intorno a Facebook di prosperare. Finora l’azienda di Mark Zuckerberg si era sempre rifiutata di rendere pubbliche le regole di cancellazione dei contenuti scoretti pubblicati sulla sua piattaforma, come ricorda Repubblica.

Tra i post cancellati ci sono quelli che riguardano il bullissmo, l’hate speech contro categorie protette, insulti e minacce in base a razza, etnia, religione, provenienza nazionale, orientamento sessuale e identità di genere. Ad esempio, la policy di Facebook tutela gli appartenenti a gruppi religiosi, non le religioni, spiega Repubblica.

Dopo la diffusione di questo codice etico finora così gelosamente custodito, hanno fanno sapere che “Facebook non è un posto per la diffusione di discorsi di odio, razzismo o appelli alla violenza. Valutiamo seriamente tutti i contenuti che ci vengono segnalati”. Ma un manager, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha spiegato perché queste regole erano state tenute nel più stretto segreto. La soluzione è semplice: evitare che una volte apprese le regole i furbetti degli insulti trovino il modo di aggirarle.

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