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Banda ultra-larga e addio sms, così cambia la comunicazione degli italiani

Roma – Banda larga, anzi ultralarga, stop ai vecchi sms, cannibalizzati da Whatsapp, e un graduale addio anche alle tradizionali sim dati e voce a favore di quelle supertecnologiche che, in futuro, permetteranno ai dispositivi di ‘parlarsi’ tra di loro (e dare vita a un “internet delle cose”). I dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni, pubblicati da Agcom, confermano prima di tutto un trend: gli italiani vogliono la tecnologia. E la Rete, con le sue infinite possibilità, resta la grande protagonista.

Dall’Osservatorio apprendiamo anche che Google continua ad essere il motore di ricerca più cliccato. E che dedichiamo una giornata al mese a Whatsapp e Facebook, trascorrendovi in media 23 ore in 30 giorni. Questo, probabilmente, anche a scapito della lettura dei giornali: nel 2016, infatti, le vendite dei quotidiani continuano a diminuire. E l’editoria digitale, sebbene in crescita, non decolla. Rimane salda la tv dove Rai e Mediaset si spartiscono le principali fette di audience (anche se su livelli di share inferiori al 2012) mentre è costante la crescita di Sky

  • Voglia di banda larga. E ultralarga

Gli accessi complessivi alla rete fissa a banda larga superano le 15,4 milioni di unità – con un aumento di 630mila unità su base annua – mentre le linee Next Generation Access (Nga, linee broadband in grado di garantire alte velocità di download grazie a tecnologie basate per lo più sulla fibra ottica) sono oltre due milioni (+720 mila dall’inizio dell’anno), soprattutto grazie alla crescita di Telecom e Vodafone. Il dato è molto significativo se si pensa che nel 2012 l’Italia era ultima in Europa per copertura Nga (a questo link The Italian strategy for next generation access network).

Oggi le linee broadband di velocità superiore ai 10 Mbit (quasi 7,5 milioni di unità) sono il 48,5% del totale, di cui il 12,8% è rappresentato da linee oltre i 30 Mbit. La quota di Telecom Italia è pari al 46%, con una flessione dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2015, rallentata però dal buon andamento degli accessi in fibra. Da rilevare la crescita di Vodafone (+0,5%) e di alcuni operatori Fixed Wireless Access (FWA) che mostrano un aumento complessivo dello 0,7%.

  • Si naviga sempre di più da cellulare

Il numero di sim con accesso a internet è cresciuto del 9,7%, arrivando a superare le 53 milioni di unità. Il cellulare, infatti, è sempre più usato per la navigazione in rete: da settembre 2012 le sim che hanno svolto traffico dati sono passate dal 26,8% al 54,5%. A settembre 2016, inoltre, il traffico dati risulta in aumento del 47% rispetto al 2015. Nei primi nove mesi dell’anno ognuno di noi ha consumato in media 1,63 Giga al mese (contro il corrispondente 1,22 del 2015), con una crescita superiore al 33%. Telecom Italia si conferma leader di mercato con una quota del 30,3%, seguita da Vodafone (29,2%) e Wind (22,4%).  

  • Crescono le Sim M2M. Arriveremo a “internet delle cose”?

L’Osservatorio evidenzia che le sim tradizionali (voce + dati) si sono ridotte di 2,2 milioni di unità, mentre sono cresciute le cosiddette sim “M2M”, ovvero ‘Machine to Machine’ (+2,6 milioni). 

Machine to Machine è quella tecnologia che consente a dispositivi di rete di scambiare informazioni in modo automatico e compiere azioni senza che sia necessario l’intervento dell’uomo. L’obiettivo è il cosiddetto ‘internet delle cose’, un concetto evolutivo e avveniristico del web per cui – in futuro – gli oggetti quotidiani potranno essere interconnessi in una rete e si parleranno fra di loro (e, dunque, la sveglia suonerà prima in caso di traffico, la scatola delle medicine ci allerterà se abbiamo dimenticato una pastiglia, etc.)

Negli ultimi cinque anni il volume complessivo delle sim “Machine to Machine” è più che raddoppiato, passando da circa 4,9 milioni a 11,4 milioni di unità. 

  • Il cannibale Whatsapp si mangia gli sms

Whatsapp cannibalizza gli sms: calano del 75% in 5 anni. Gli sms inviati da inizio anno sono 17,8 miliardi. Cifra ridotta del 27,7% rispetto allo stesso periodo del 2015 e di oltre il 75% rispetto al livello massimo raggiunto nel 2012 (quando erano 72,2 miliardi).

  • Quotidiani ancora in calo

Nel settore dell’editoria, nel mese di settembre 2016, la vendita di quotidiani è risultata di poco superiore a 2,6 milioni di copie, in flessione di circa il 9,5% rispetto a settembre 2015. Il quadro competitivo vede leggermente diminuire le vendite di RCS Mediagroup, mentre si rafforzano il Gruppo Editoriale l’Espresso e il gruppo Caltagirone. Il trend, purtroppo, è stato di progressivo calo: tra il 2011 ed il 2015, le copie cartacee vendute giornalmente sono passate da 4,8 a 3,1 milioni di unità (-35%). La flessione dei gruppi di maggiori dimensioni è risultata di poco inferiore al 30%, mentre per gli editori di minori dimensioni la riduzione è stimabile nell’ordine del 45%. Nell’editoria periodica, le copie vendute annualmente sono diminuite del 33% passando da 1,4 miliardi nel 2011 a circa 940 milioni di unità nel 2015. Nel solo 2015 si registra una flessione del 12,5%.

  • Editoria digitale cresce ma non è boom

Nel 2015 le copie digitali dei quotidiani editi in formato digitale hanno sfiorato 170 milioni  di unità, pari al 13% del totale cartaceo, con una crescita del 4,8% rispetto al 2014. Le copie digitali de Il Sole 24 ore, del Gruppo Editoriale l’Espresso e di Rcs Mediagroup rappresentano complessivamente circa l’80% del totale delle copie digitali.

  • Rai e Mediaset regine dell’audience ma avanza Sky

Nel mercato televisivo Rai e Mediaset si confermano ai primi posti negli ascolti (rispettivamente al 34,4% e al 32,2%), anche se in flessione dal 2012. Se ne avvantaggia Sky che, invece, rimane in costante crescita, passando dal 6,4% del 2012 all‘8,7% di settembre 2016. L’audience di Discovery, dopo una crescita dal 2012 al 2015, sembra assestarsi su una quota pari al 6,9%.

  • Fb e Whatsapp ci rubano un giorno al mese

A settembre 2016 le persone che si sono collegate a internet sono state 29,4 milioni; ma il dato impressionante è che 25,1 milioni di utenti lo hanno fatto da dispositivi mobili (+4,4 milioni rispetto a settembre 2015). Google resta il motore di ricerca per eccellenza (lo ha visitato l’86,7% degli utenti) con un tempo medio di navigazione per persona di 6 ore e 1,3 minuti. Su Facebook e Whatsapp, invece, trascorriamo quasi un giorno al mese: 23 ore e 6 minuti.

@Stillicris

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