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banda larga ovunque, al via in 224 città

«Qui abbiamo i sindaci che rappresentano i territori che per primi usufruiranno di un progetto che Enel insieme ad alcune importanti aziende private andranno a realizzare in 224 città. Il tema è banda larga ovunque». Il premier Matteo Renzi ha presentato così il piano per la posa della fibra nel paese varato dal gruppo elettrico e supportato da una partnership commerciale con Vodafone e Wind.

«Ci dicono che è un rischio fare le opere. L’unico rischio che ha l’Italia è non sbloccare le opere pubbliche e private – ha chiosato il premier -. Il nostro paese ha le risorse per essere leader in tutto, ma l’unico problema che possiamo avere è non sbloccare le centinaia di opere pubbliche e private. Questo vale per le note questioni di cui i giornali discutono nelle ultime ore, per Bagnoli e per le grandi opere strategiche». Secondo Renzi la banda larga «è l’infrastruttura del futuro».

Il piano formalizzato ieri prevede l’apertura dei cantieri in 5 città a partire da giugno. La prima, in cui ci «saranno i primi abbonamenti» è Perugia, e poi Bari, Cagliari, Catania e Venezia. L’obiettivo è coprire complessivamente 224 città delle zone redditizie A e B, nelle quali Enel possiede una rete distribuzione in modo tale da posare la fibra contestualmente alla sostituzione dei contatori di nuova generazione. L’aspetto singolare dell’annuncio fatto ieri è che nessuno ha spiegato in quale lasso di tempo si intende completare questo piano. È cosa diversa farlo in 2 anni, in 5 oppure in 10 anni.

«L’Italia ha come obiettivo da qui al 2020 di coprire il 100% del territorio con 30 mega bps e il 50% con 50 mega bps», ha detto Renzi indicando un arco temporale massimo oltre il quale il piano non può andare, e dunque 3-4 anni.

Il premier ha ribadito che il 20 aprile ci sarà il primo bando per le gare, gestite da Infratel, nelle zone C e D affermando che Enel e i suoi partner potranno partecipare a queste competizioni.

Sulla banda larga, ha aggiunto Renzi, «c’è un percorso strategico, per la prima volta. C’è un fondo dello Stato finanziato per 4,9 miliardi con una delibera del Cipe, di cui 3,5 già stanziati di cui 2,2 miliardi già destinati alle aree cosiddette bianche o a non interesse di mercato».

L’ad di Enel Francesco Starace ha ricordato come l’operazione sulla fibra in Italia faccia parte di una strategia più ampia del gruppo per valorizzare le reti di distribuzione, che la società possiede in molti paesi del mondo. Il manager ha ricordato come Enel stia pensando di esportare il progetto sulla banda larga anche a «Bogotà, Rio de Janeiro, Lima, Santiago del Cile». Starace ha poi rivelato che in autunno partiranno in cantieri in altre 5 città, Firenze, Genova, Napoli, Padova e Palermo.

«Stiamo dialogando con tutti, sarebbe fantastico se anche Telecom volesse partecipare» all’iniziativa, ha detto il manager rispondendo alle domande. «Stiamo parlando con Metroweb, stiamo proponendo una grande Metroweb: quello che ha fatto a Milano si può rifare su scala nazionale».

Il manager ha poi accennato al fatto che potrebbero essere fatti accordi con le ex municipalizzate, come nel caso di Acea a Roma, per coprire anche le città importanti nelle quali Enel non possiede più una rete di distribuzione.

«Guardiamo con grande interesse gli sviluppi della digitalizzazione in banda ultralarga del Paese. Acea è pronta a svolgere il proprio ruolo di propulsore della crescita della città» ha dichiarato la presidente di Acea, Catia Tomasetti.

Quella di Vodafone con Enel «è una partnership importante perché abbiamo un accordo in esclusiva per portare la nostra customer base, di oltre 2 milioni di clienti, sulla nuova rete in fibra» ha detto l’ad di Vodafone Italia, Aldo Bisio. Il livello di prezzi per accedere alla nuova rete dipenderà, ha spiegato, «da quelli che ci praticherà Enel; ma la dinamica importante sarà determinata dalla qualità del servizio perchè si passa dalla M di megabit, dove la M sta come medioevo, alla G di giga, come growth, crescita».

«Per Wind la collaborazione con Enel Open Fiber consentirà di rafforzare la propria posizione competitiva nella telefonia fissa in Italia dove attualmente è il secondo operatore con quasi 3 milioni di clienti», ha detto l’ad di Wind Maximo Ibarra.

Fonte: ilsole24ore.com

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