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Milan: la Coppa Italia vale 50-80 milioni

La stagione volge al termine e il Milan ha ancora una partita a disposizione per giocarsi il tutto per tutto: la finale di Coppa Italia, una sfida che puó modificare il giudizio sull’annata rossonera, finora nettamente al di sotto delle aspettative ma che potrebbe chiudersi con il botto finale.  la partitissima: proprio la finale di Coppa Italia assume valore triplo, perché al di là delle mere questioni di campo in gioco ci sono anche fattori legati a mercato e cessione della società.
EUROPA LEAGUE – Sono passati ormai 5 anni dall’ultimo trofeo sollevato dal Milan, la Supercoppa Italiana vinta contro l’Inter nel 2011, addirittura 13 dall’ultima Coppa Italia conquistata dai rossoneri (2003 con Ancelotti in panchina): basterebbe questo a dare grandi motivazioni alla squadra di Brocchi, ma dalla finale contro la Juventus passa soprattutto la partecipazione alla prossima Europa League. Se la complicata rimonta all’ultimo respiro sul Sassuolo 6° in classifica è sfumata darebbe la vittoria in Coppa Italia garantirebbe l’accesso diretto alla fase a gironi: non semplice la sfida con i bianconeri, ma il Milan soprattutto nel girone di ritorno è riuscito a sfoderare buone prestazioni contro squadre che lo precedono in classifica e in una gara secca spesso i divari tecnici vengono parzialmente annullati dall’adrenalina e dalla carica agonistica che una finale e la possibilità di giocarsi un trofeo sanno dare.
CESSIONE, COSA CAMBIA – Non solo il campo però, nelle ultime settimane ha tenuto banco la trattativa tra Fininvest e la cordata cinese per il passaggio di quote del Milan dalle mani di Silvio Berlusconi a quelle degli investitori asiatici rappresentati dall’advisor Sal Galatioto, che martedì ha ottenuto il mandato in esclusiva. Anche questa trattativa, il cui esito è ancora incerto e dipende dalla volontà del patron rossonero, ha delle variabili che dipendono dalla vittoria della Coppa Italia. Innanzitutto la valutazione del Milan, che in caso di mancato accesso potrebbe essere rivista al ribasso: una cifra tra i 50 e gli 80 milioni di euro, questo il mancato ritorno di immagine stimato dalla cordata cinese in caso di mancata qualificazione alla prossima Europa League. In secondo luogo anche le tempistiche della trattativa, l’esclusiva durerà fino al 15 di giugno circa, con la possibilità di essere prorogata fino a fine giugno e successivamente luglio qualora tutto proceda verso una conclusione positiva, ma il tutto potrebbe essere accelerato: qualora il Milan vincesse la Coppa Italia ecco che già verso la fine di maggio potrebbero esserci sviluppi importanti nella stesura dell’accordo preliminare vincolante, il che darebbe anche un impulso importante al prossimo mercato estivo.
BUDGET MERCATO – Proprio il mercato infine è l’ultimo aspetto a dipendere dalla Coppa Italia e dunque dall’Europa League: l’esito della finale con la Juventus determinerà il budget a disposizione del Milan (pronti tra i 100 e i 150 milioni di euro, sempre in caso di esito positivo anche della trattativa per la cessione di quote del club) e il futuro allenatore, con Brocchi a difendere la propria panchina dagli assalti di quotati manager europei (Emery il nome che piace alle due parti). In caso di sconfitta invece i rossoneri avrebbero minori risorse a disposizione anche con la cessione delle quote societarie e per l’allenatore si resterebbe su un profilo italiano come Montella, Giampaolo o Donadoni, le cui quotazioni sono in rialzo stando alle ultime indiscrezioni. Blasone, Europa League, società e mercato, il Milan si gioca tutto in Coppa Italia.

Fonte Calciomercato.com

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