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Inter-Suning: dopo il fallimento sportivo il capolavoro di Thohir

Thohir è il principale beneficiario della trattativa lampo Inter-Suning: per lui in arrivo una lauta plusvalenza dopo i fallimenti sportivi degli ultimi due anni. La valutazione del club è però nel frattempo lievitata.

Se Erick Thohir si era prefissato l’obiettivo di guadagnare in business notoriamente in perdita come quello del calcio nostrano, la ciambella è uscita col buco. Già, se la cessione lampo dell’Inter dovesse davvero concretizzarsi – e tutti gli indizi portano a essere ottimisti – il grande vincitore sarebbe proprio il tycoon indonesiano che non solo non ci rimetterebbe un euro rispetto all’investimento iniziale, ma realizzerebbe una signora plusvalenza. Non solo, gli oltre 100 milioni che Thohir “prestò” al club gli sarebbero restituiti. Insomma, la cessione a Suning s’ha da fare per tutti: per il club nerazzurro che tornerebbe ad avere una proprietà solida e facoltosa, per i tifosi che potrebbero di nuovo sognare in grande e – ça va sans dire – per il presidente “uscente” (che dulcis in fundo manterrà una quota di minoranza nel club). Tempo dunque di bilanci in casa Inter: Thohir ha davvero reso la Beneamata più forte come va sbandierando?

Bilanci in rosso, valutazione accresciuta

“L’ultimo bilancio dell’Internazionale FC (2014/15) si è chiuso con un rosso consolidato di 140 milioni e con debiti con le banche per 230 milioni. Aggiungendo i 108 milioni prestati dal presidente Thohir, i 68 vantati dai fornitori e gli 11 (saldo tra dare e avere) con le società di calcio per le operazioni di mercato, il debito consolidato dell’Inter – al netto dei crediti – all’inizio di questa stagione sportiva era di 417 milioni”, raccontava il nostro Enrico Turcato lo scorso 5 maggio nella rubrica Facciamo i Conti. Fermo restando l’arcinota mannaia del Fair Play Finanziario e la consequenziale logica dell’autofinanziamento per alimentare il calciomercato, la situazione del Football Club Internazionale Milano destava più d’una preoccupazione persino nell’animo del più inguaribile ottimista tra i tifosi. L’avvento del colosso cinese (18,5 miliardi di ricavi nel 2015 per l’Impero Suning) è un toccasana, in questo senso. Il merito di Thohir è aver traghettato l’Inter in questa fase di transizione, fino alla scoperta del facoltoso acquirente: dallo scorso novembre l’imprenditore indonesiano aveva dato mandato a Goldman Sachs di trovare possibili acquirenti. Nel frattempo la valutazione della società è lievitata stando alle cifre pubblicate a mezzo stampa: dai 300 milioni del novembre 2013 quando il tycoon la eredità, all’attuale stima tra 500 e 600 milioni.

Lato sportivo: collezione di fallimenti (o quasi)

Se la qualificazione in Champions League al primo anno era fuori portata e dunque difficile da mettere in conto (Walter Mazzarri traghettò la squadra a un dignitoso quinto posto) le due successive mancate qualificazioni nella più importante competizione europea gridano vendetta oltre a gravare terribilmente sui bilanci. Soprattutto a fronte di quanto investito nella finestra di mercato invernale della stagione 2014/2015 (dentro Brozovic, Shaqiri, Santon e Podolski) e nell’ultima sessione estiva (Kondogbia, Miranda, Murillo, Perisic, Ljajic, Jovetic,Montoya): tra prestiti con o senza diritto/obbligo di riscatto e acquisti a titolo definitivo il tecnico Roberto Mancini – con cui la campagna acquisti era stata pianificata e dunque con cui le colpe vanno giocoforza condivise – era stato accontentato in tutto e per tutto. L’all-in ad alto rischio, la scommessa sulla qualificazione in Champions è stata persa su tutta la linea; gli introiti dalla partecipazione alla Champions, andati in fumo. Tirando le fila del discorso, il lato sportivo ha fatto cilecca e alla cordata cinese non resta che invertire la rotta evitando di emulare la gestione precedente.

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