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Drolè, dal barcone alla serie B: quando i sogni hanno cuore e piedi buoni

Dallo sbarco in Sicilia senza famiglia all’incontro con Tutrone fino all’approdo in biancorosso: ecco chi è il giovanissimo talento del PerugiaPerugia, 30 settembre 2015 – In fuga dal suo Paese, senza soldi, con poche speranze e tanta paura. Lo chiamano il viaggio della speranza verso la terra promessa. Oggi la promessa è lui, Drolè, 18 anni, grande velocità, un dribbling da perfezionare e una storia da raccontare. Un anno di attesa, il «no» della Juventus e gli occhi dello Zenit già addosso.

La storia. Un anno e mezzo fa, orfano e rimasto solo in Costa D’Avorio, Jean Armel Drolè sale su un barcone, destinazione Sicilia. Poco più che sedicenne, fugge dal suo Paese e approda, dopo aver girovagato, a Palermo, dove è affidato ai salesiani.

L’incontro che cambia la vita. Quello che ha avuto Drolè con Massimo Tutrone, talent scout e oggi padre adottivo del ragazzo. Pare che Drolè lo abbia incontrato per strada, nelle vie del capoluogo siciliano, gli abbia detto di saper giocare a pallone, lui che a calcio aveva giocato forse in qualche piazzetta e nulla più. Tutrone lo guarda: magro e con gli occhioni carichi di speranza. Lo accoglie nella sua scuola calcio. Inizialmente per motivi di generosità ed ospitalità. Gli dà calore e soprattutto un futuro. E invece, dietro quelle parole, «So giocare a pallone», c’era della verità, un talento, un diamante però grezzo.

La Juventus lo avrebbe snobbato. Prima di approdare al Perugia, Tutrone lo avrebbe proposto alla società bianconera, che però giudica il ragazzo non all’altezza. Scartato, il talent scout lo segnala al Perugia attraverso Marcello Pizzimenti: da un anno Drolé si allena con i biancorossi in attesa di un tesseramento, che è stato possibile solo al compimento dei diciotto anni del giocatore, a ridosso del campionato.

Il contratto e l’esordio. Un anno di attesa e subito un contratto con il Perugia per cinque anni, dal minimo federale a salire. E dopo mesi a sudare per imparare, ripartendo praticamente dai fondamentali, il Perugia ha deciso che poteva essere arrivato il suo momento. Qualche amichevole estiva, non ufficiale, e poi qualche minuto in campo in campionato fino all’esordio dal primo minuto con il Cesena.

Perico in tilt, lo Zenit prende nota. Il pubblico già lo ama, Perico, il terzino destro del Cesena lo odia, lo ha odiato per tutto l’incontro e pare che ad un certo momento abbia detto di non reggerlo più. Il telefono del Perugia avrebbe iniziato a squillare con intensità dopo la sfida di sabato, mentre lo Zenit ha deciso di mandare direttamente osservatori che hanno preso nota.

La play station. Oggi Drolè vive ancora dai salesiani, è un ragazzo timido che ama giocare alla play station. Il Perugia lo protegge dai riflettori troppo ingombranti. Bisoli lo fa crescere. Drolè ha trovato un’altra famiglia.

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