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Usi il dolcificante? Sbagliato: ecco gli effetti che saccarina e aspartame provocano al tuo corpo…

Dolcificanti artificiali o edulcoranti che dir si voglia: ma chi sono costoro per essere entrati così prepotentemente nella dieta di tutti i paesi industrializzati? Sono sostanze di sintesi, cioè che nascono in laboratorio, utilizzate per conferire sapore dolce ad alimenti e bevande, sono caratterizzati da un elevato potere dolcificante (anche 500 volte più dello zucchero comune). Se credete di diminuire le calorie utilizzando dolcificanti artificiali che inibiscano anche il senso di fame, però, commettete un grosso errore. Uno studio, pubblicato di recente su Neuron, spiega perché: questi dolcificanti, benché abbiano un alto potere addolcente, non vengono riconosciuti come ”dolci” dall’organismo poiché durante tutta l’evoluzione della specie, fino a pochi decenni fa, non esistevano. Risultato: quando mangiamo qualcosa di artificialmente dolce, nel cervello non si attivano i neuroni che stimolano la produzione di ormoni coinvolti nei processi digestivi e di sazietà, che si ”accendono” solo se nel cibo c’è lo zucchero ”vero”. Insomma, anche se il gusto è più o meno lo stesso, il cervello si accorge dell’inganno, e non smette di inviare segnali di fame. Inoltre, secondo uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Nature, alcuni edulcoranti artificiali, in particolare aspartame, saccarina e sucralosio, possono provocare alterazioni metaboliche che si traducono in un aumento della glicemia. I dolcificanti sono grandemente utilizzati – e spesso prescritti anche da molti dietologi per contenere il peso – al posto dello zucchero poiché, a fronte di un potere dolcificante di centinaia di volte superiore rispetto al normale zucchero, hanno al contrario scarsissime calorie, da zero a 2 per grammi contro le quasi 4 dello zucchero.

Fonte caffeina magazine

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