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TERREMOTO, SEGNALI INQUIETANTI MEZZ’ORA PRIMA DELLA SCOSSA: IL RACCONTO AGGHIACCIANTE DEI TESTIMONI

La terra tra Umbria e Marche ha tremato ancora, un terremoto mai così forte dal 1980 in Irpinia. Magnitudo 6.5, alle 7.40 di domenica mattina, una manciata di giorni dopo l’altra scossa, pesantissima, di mercoledì scorso. Una maledizione, un sisma più potente di quello di Amatrice, di quello de L’Aquila, di quello in queste stesse zone del 1997. 

Un disastro (Norcia ha visto sbriciolata la Basilica di San Benedetto, Arquata del Tronto è definitivamente crollata dopo il sisma di agosto, Castelsantangelo sul Nera e Visso sono in ginocchio) che quasi miracolosamente però non ha provocato vittime: una decina di feriti, di cui uno grave. Bisogna “ringraziare”, se così si può dire, la scossa del 26 ottobre che di fatto ha svuotato i borghi e i paesini dell’Appennino centrale in questo fazzoletto di pochi chilometri quadrati. 
 

Il Corriere della Sera riferisce di un inquietante segnale d’allarme, partito mezz’ora prima del sisma: “La gente della Valnerina racconta che un unico e lugubre ululato s’è alzato da questi borghi, dagli orti, dalle vigne”. Sarebbero stati i cani ad avvertire per prima le vibrazioni del sottosuolo. Credenze popolari? Folklore? Suggestione da post-sciagura? “I forti terremoti possono produrre un effetto acustico, in genere di tono molto basso, che viene descritto come un rombo o un muggito – spiega Valerio de Rubeis, responsabile del servizio Hai sentito il terremoto? dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) -. 

Il fenomeno è causato sia dalla vibrazione degli edifici che dal passaggio delle onde sismiche dal terreno all’aria, come se la superficie terrestre agisse allo stesso modo di un grande altoparlante”. “L’effetto acustico prodotto da un terremoto è un rumore a bassissima frequenza, al di sotto della soglia di udibilità umana. Ma non al di sotto di quella animale – aggiunge ancora il ricercatore -. Gli animali, come ad esempio i cani riescono a sentirlo benissimo e prima degli uomini, non a caso si innervosiscono o fuggono”.

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