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Smog: da inquinamento effetti su dna per un bambino su due

 “Confrontando i bambini delle 5 citta’, – evidenziano i ricercatori – si nota che quelli di Brescia hanno in media un maggior numero di micronuclei rispetto agli altri; seguono i bambini di Pisa, Perugia, Torino e Lecce” ed ancora “in primavera, si osserva un dimezzamento dell’effetto biologico in tutte le citta’ con una diminuzione anche della percentuale di bambini con almeno un micronucleo nelle cellule buccali (35,9%)”. Infine, si e’ visto che “l’esposizione a fumo passivo e il sovrappeso nei bambini tendono ad aumentare il rischio di avere micronuclei, mentre l’alimentazione sana tende a diminuirlo”. “Il progetto MAPEC_LIFE ? spiega il professor Giorgio Gilli, docente dell’universita’ di Torino e tra i promotori del progetto – ha fornito anche l’occasione per parlare nelle scuole dell’inquinamento atmosferico, dei suoi effetti sulla salute e degli stili di vita sani, con un progetto didattico che ha prodotto schede per gli insegnanti e videogames per i bambini”. “In conclusione ? conclude Gilli ? il livello dei marcatori biologici da noi studiati e’ risultato moderatamente associato alle concentrazioni di alcuni inquinanti aerodispersi e ad altri fattori e puo’ essere un indicatore di possibili, futuri, effetti nocivi alla salute. Tali effetti, alla luce delle attuali conoscenze, sono evidenziabili a livello di popolazione, ma non sono predittivi di insorgenza di patologie nel singolo individuo”. 

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