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Nevada, al via i test per il drone-taxi

I voli di prova del velivolo monoposto controllato dal computer di bordo saranno effettuati nello stato americano, già protagonista della rivoluzione delle auto a guida autonoma

Altro che auto a guida autonoma. Qui siamo oltre. Parliamo di macchine volanti comandate dal computer. E non è la trama di un film di fantascienza, ma una realtà possibile entro breve. La cinese EHang Inc. aveva presentato il suo prototipo di drone-taxi monoposto – EHANG 184 – durante l’ultimo CES di Las Vegas, a gennaio scorso, ed è di queste ore la notizia che ha ottenuto i permessi per farlo volare nei cieli del Nevada, negli Stati Uniti, al fine di effettuare i test necessari per la sua messa in opera. Il via libera – riporta il sito della BBC –  è arrivato con la collaborazione del Nevada Institute for Autonomous Systems – organismo no-profit supportato dal Governor’s Office of Economic Development – che si è impegnato anche ad aiutare la EHang a mettere a punto il suo prototipo e a presentare i risultati alla Federal Aviation Administration per tentare di ottenere l’omologazione.

Il drone-taxi elettrico, prodotto dall’azienda di Guangzhou (Canton), è alto un metro e venti, dispone di otto eliche, pesa circa 400 kg e può ospitare un passeggero e un bagaglio per un peso massimo di 100 kg totali. Ha un’autonomia di 23 minuti di volo e raggiunge una velocità di circa 100 km/h. Il suo funzionamento è piuttosto semplice: il passeggero seleziona la sua destinazione dal touch screen, il computer calcola il percorso migliore, decolla, vola e atterra. Una sorta di mini elicottero con navigatore che fa tutto da sé. E costerebbe circa 200mila dollari. Bello, no? Forse. Perché in caso di qualunque tipo di malfunzionamento, il passeggero non può intervenire in alcun modo. Il drone non è dotato di comandi manuali e, in caso di problemi, è programmato per atterrare nel punto più vicino possibile. Forse tra le dotazioni di serie ci sarà anche un paracadute, chissà. Sicuramente, però, questo aspetto lascia piuttosto perplessi: se già per affidare la propria vita alle auto a guida autonoma, che sono comunque dotate di volante e pedali, ci sono tanti dubbi e pareri discordanti, come ci si può fidare di un drone comandato da un computer, che vola a 90 km/h e non ha nemmeno un bottone da premere in caso di emergenza?

Ma lasciamo stare le paure tipiche delle nuove tecnologie e guardiamo – per ora – il bicchiere mezzo pieno:  avere piccole macchine volanti alla portata di tutti, che non richiedano piste di decollo o atterraggio, patenti speciali o altri brevetti, che facciano un servizio simile a quello dei taxi e non inquinino, sarebbe davvero una bella soluzione al traffico cittadino. Se sia effettivamente un progetto realizzabile è tutto da vedere, la normativa che riguarda il volo

 è piuttosto rigida – ovunque – ed in particolare per i droni c’è molto da discutere e da legiferare ancora, tanto negli USA quanto in Europa. Anche se pare che l’azienda cinese conti di vendere i suoi primi mezzi già entro la fine dell’anno.

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