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Il mio viso è attraente? Lo avete chiesto a Google, ecco la risposta

“Ho un viso attraente?”. Rispondere a questa domanda non ha senso. Nel senso che non c’è una risposta universale. Essere attraenti è qualcosa di puramente soggettivo, probabilmente una delle cose più personali che esistano. Eppure si continua a cercare una risposta fuori da noi stessi, chiedendo anche a Google.

Scrivendo ‘attraente’, ‘Come capire se sono attraente’, ‘Cosa rende un viso attraente’ – o ‘is my face attractive?’ in inglese – sul motore di ricerca (che completa automaticamente i termini che si stanno digitando in base a ricerche pertinenti o di altri utenti, incluse le news di tendenza) e su ‘Ask Google’, ci ritroviamo faccia a faccia, è il caso di dire, davanti all’ironia di un dato che dipende da fattori o pregiudizi che non si possono evitare. Dunque, perché chiedere a ‘Big G’?

Secondo quanto si legge sul Guardian, chi ‘googla’ la ricerca di parametri che possano spiegare cosa sia e come funzionino l’attrazione e il fascino, allora – probabilmente – parte dal presupposto di non sentirsi attraente.

Ma, riporta l’articolo, la bellezza non è fascino tout court (e viceversa) anche se a volte i due termini vengono usati come sinonimi: la bellezza ha una sorta di modello con il quale ci misuriamo – probabilmente ‘occidentale-centrico’ – che determina (forse) uno standard mentre il fascino è più arbitrario e imprevedibile, caratteristiche che possono essere meravigliose o disastrose, a seconda di come si vede il bicchiere.

Quindi, si legge sul giornale britannico, la bellezza è più ‘sociale’ mentre l’attrazione più legata alla ‘risposta’ degli altri. “Quello che c’è nella mia borsa non è necessariamente quello che c’è nella vostra e – riporta il tabloid – questo è un bene, perché non voglia il cielo che tutti sognino la stessa persona”.
Una parte della psicologia suggerisce che ciò che rende qualcuno attraente spesso è legato a quanto i valori e modi di vedere le cose di quella persona corrispondano ai nostri.
Insomma, invece di cercare su Internet una risposta, sarebbe meglio affrontare questo ‘problema’ come se fosse un test di Rorschach (quello dei disegni su un foglio da interpretare per valutare la personalità): apertamente e istintivamente, va accettato che non c’è una risposta giusta. “Non so se sei attraente – conclude l’articolo – ma c’è qualcuno che sicuramente lo pensa”.

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