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Gli assistenti vocali di Amazon e Microsoft si parleranno (per tramare contro Google)

Alexa e Cortana, gli assistenti vocali di Amazon e Microsoft, lanciati rispettivamente nel 2014 e nel 2015, si parleranno e comunicheranno tra loro. I due colossi Usa hanno annunciato di aver reso compatibili i rispettivi assistenti vocali, cioè le app intelligenti che possano affiancare, aiutare e consigliare (acquisti online compresi) i consumatori digitali, parlando loro con un linguaggio naturale. Si tratta di una nuova risposta al nuovo colosso dell’e-commerce destinato a nascere dall’alleanza tra Google e il numero uno della grande distribuzione in America, Wal-Mart, che segue all’acquisizione per 14 miliardi di dollari della catena di alimenti bio Whole Food da parte di Amazon.

Lotta all’ultima app

“Tirando le somme, se non si possono battere le piattaforme mobile dominanti (ovvero quelle di Google e Apple, ndr), si può almeno dare vita a integrazioni di prodotti più ampie per offrire un catalogo di app più accattivante”, è, secondo TechCrunch, la logica di un’operazione che si inserisce nella sempre più agguerrita competizione tra i giganti della Silicon Valley per fornire ai clienti app sempre più sofisticate e su misura. Dopo il debutto in Usa lo scorso novembre, quest’anno verrà infatti diffuso in tutta Europa Google Home, l’assistente vocale di Mountain View, ultima novità in campo di domotica. A dicembre arriverà poi la risposta di Apple, l’HomePod, che avrà integrato Siri, l’assistente vocale targato Cupertino.

Come funzionerà l’alleanza

In base all’accordo tra Microsoft e Amazon, gli utenti di Alexa potranno usare Cortana per accedere e gestire le email, mentre quelli di Microsoft potranno usare Alexa per fare acquisti su Amazon e disporre di Eco, un dispositivo che serve per selezionare e aggiornare in casa l’ascolto della musica. “Alexa potrà parlare con Cortana e Cortana con Alexa”, spiega il numero uno di Amazon, Jeff Bezos, dicendosi convinto che sul mercato ci sia posto per diversi assistenti vocali, “ognuno con le sue specificità e competenze”. 

L’intesa è infatti giocata sulle diverse sfere d’azione dei rispettivi assistenti vocali. Quello di Amazon opera prevalentemente nell’e-commerce e nella selezione dei brani musicali, mentre quello di Microsoft è specializzato nella gestione delle mail e nel comparto office. In un’intervista al New York Times, Bezos insiste nel prevedere un futuro in cui ciascuno si sceglierà non uno ma diversi assistenti vocali, a seconda del tipo di consigli che vorrà avere. Lo stesso Bezos non esclude in futuro di collaborare con Apple e Google, anche se ammette che finora niente del genere è sul tavolo. Per il momento si accontenta di far sentir loro il fiato sul collo.

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