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Dal caffè al peperoncino, 9 cibi da evitare quando si sta male

La caffeina è un diuretico, quindi spinge a urinare più frequentemente, aumentando così la disidratazione. «Se l’organismo non è ben idratato, il sistema immunitario non può lavorare al meglio quando è colpito da un virus o da un’infezione», sottolinea infatti la dottoressa Kristine Arthur dell’Orange Coast Memorial Medical Center di Fountain Valley, California, sul sito Prevention.com. «È vero che la caffeina ha un effetto diuretico, quindi potenzialmente disidratante – concorda Stefano Erzegovesi, psichiatra e specialista in Scienza dell’Alimentazione al centro Disturbi Alimentari dell’Ospedale San Raffaele Turro di Milano – ma è una questione di dosaggi: un paio di caffè al giorno, soprattutto se consumati al termine di un pasto, comporta un rischio di disidratazione assolutamente trascurabile.

 In realtà, l’accento posto da Prevention riguarda l’abitudine degli americani a consumare caffè in forma di beveroni molto diluiti quindi, a parità di porzione, più ricchi di caffeina e spesso consumati più volte al giorno al posto dell’acqua. Diverso è invece il discorso in caso di fastidi allo stomaco: indipendentemente dall’effetto disidratante, il caffè comporta uno stimolo alla secrezione acida ed è quindi da evitare in situazioni come gastrite o reflusso gastro-esofageo. Comporta anche un aumento della motilità gastro-intestinale, quindi da evitare in caso di malanni con nausea, vomito o diarrea».

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