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Allarme sigarette, gli italiani non smettono di fumare: un giovane su tre ama le “bionde”

In Italia si fuma ancora e tanto. I dati dell’annuario statistico italiano dell’Istat edizione 2016 fotografano la situazione e certificano: si è fermato il declino dell’abitudine al fumo ed è fumatore un giovane su tre.

Nel 2016 si dichiara fumatore il 19,8% della popolazione over 14, contro il 19,5% nel 2014 e il 20,9% nel 2013. Il tabagismo è più diffuso fra i giovani (26,3% dei 25-34enni) e fra gli uomini (24,8% contro 15,1% delle donne). Il picco di fumatori si ha nella classe di età 25-34 anni (33,5%) per gli uomini e in quella 55-59 per le donne (20,4%).

Sempre in materia di salute, il sistema ospedaliero, sottolinea l’Istat, dopo un lungo periodo di riorganizzazione che ha portato a deospedalizzare i casi meno gravi e quelli che potevano essere presi in carico dalle strutture sanitarie territoriali, tende ad una stabilizzazione del numero di ricoveri anche considerando il progressivo invecchiamento della popolazione che pone un freno ad un ulteriore calo della ospedalizzazione.

Nel 2016, inoltre, il 70,1% della popolazione ha fornito un giudizio positivo del proprio stato di salute (valore stabile rispetto a un anno prima), più elevato fra gli uomini (73,9%) che fra le donne (66,4%). Tra le regioni italiane le situazioni migliori si rilevano a Bolzano (84,5%), Trento (78,5%) ed Emilia-Romagna (73,5%), le peggiori in Calabria (62,1%) e Sardegna (63,0%).

Anche nel 2016, informa ancora l’Istat, il pranzo è il pasto principale, consumato in oltre sette casi su dieci fra le mura domestiche. La quota più bassa si registra tra gli uomini di 35-44 anni (48,9%). Diffusa e stabile nel tempo è anche la consuetudine a fare una colazione adeguata al mattino: circa otto persone su dieci abbinano al caffè o al tè alimenti nutrienti come latte, biscotti, pane. Questo comportamento salutare è più diffuso fra le donne (84,6%) rispetto agli uomini (78,6%).

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