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L’influenza è arrivata prima, già 2 milioni a letto. Perché fa stare così male

Roma – L‘influenza ha messo a letto 614mila italiani la scorsa settimana e questo porta a quasi due milioni (1.947.000 per la precisione) gli ammalati dall’inizio dell’epidemia. I dati aggiornati del Rapporto Influnet dell’Istituto superiore di sanità (relativi alla settimana dal 26 dicembre al 1 gennaio) confermano che è in forte aumento l’attività virale e che la curva epidemica delle sindromi influenzali anticipa l’ascesa rispetto alle precedenti stagioni. 

Anziani e bambini i più a rischio

“Quest’anno l’influenza è in anticipo di tre settimane sulle precedenti stagioni – spiega Caterina Rizzo, medico epidemiologo dell’Iss- l’altro aspetto importante da mettere in evidenza è che il virus quest’anno colpisce in maniera severa soprattutto la popolazione anziana. Bisogna fare molta attenzione agli anziani, evitare di contagiarli, perché sono particolarmente a rischio”. Tra gli over 64 l’incidenza del virus è raddoppiata rispetto alla settimana precedente. Complessivamente il valore dell’ incidenza totale è pari a 10,12 casi per mille assistiti. La fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini: nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 27,60 casi per mille assistiti, tra 5-14 anni l’incidenza è 14,19, tra 15-64 è 9,28, per gli individui di età pari o superiore a 65 anni l’incidenza è 6,34 casi per mille assistiti. 

Un’annata intensa

“Sarà un’annata intensa, secondo quanto era stato previsto – commenta il virologo – questo perché è presente la variante A H3N2 Hong Kong che è già prevista nel vaccino, ma bisogna considerare che si è abbassata la quota dei vaccinati tra i soggetti a rischio, a causa di un atteggiamento negativo verso i vaccini che persiste da qualche anno”. Il numero degli ammalati dipenderà anche dall’andamento delle temperature. “Se resteranno rigide, l’influenza si diffonderà in maniera più consistente – spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università Milano – in presenza di sbalzi termini, invece, saranno favoriti i virus cugini”, cioè le sindromi parainfluenzali. Sono attesi tra i 6 e i 7 milioni di malati, circa due milioni in più rispetto alla scorsa stagione.

Il picco al ritorno a scuola

Secondo Pregliasco, il picco dell’influenza arriverà alla fine delle vacanze di Natale, con il rientro dei bambini a scuola. “La curva influenzale crescerà per altre due-tre settimane – spiega il virologo – poi comincerà la decrescita che durerà un periodo analogo. L’influenza continuerà a darci fastidio fino alla fine di febbraio”. I consigli per ridurre il contagio sono quelli dettati dal buon senso: lavarsi bene le mani, vestirsi a strati e soprattutto evitare gli sbalzi termici.

I sintomi: tosse, mal di gola e febbre alta

I sintomi sono più o meno i soliti: infezioni alla vie respiratorie, con tosse e mal di gola, febbre anche alta, mal di testa e dolori alla articolazioni. Tutte cose che la passata stagione hanno fatto passare in media sei giorni a letto a chi è stato colpito all’influenza. Ma che ogni anno, secondo stime dell’Iss, provocano la morte di ottomila persone, soprattutto anziani, per le complicazioni, come polmonite e broncopolmonite, insorte dopo aver contratto il virus. Ma non c’é solo il virus influenzale: il fatto di essere vaccinati non esclude che nei mesi freddi si possa incorrere in infezioni respiratorie anche gravi in quanto altri agenti patogeni respiratori (virali e batterici) sono i responsabili di oltre il 30% degli eventi, soprattutto tra i bambini. Per la terapia dei pazienti e ai fini epidemiologici, auspicano i microbiologi, è importante che si arrivi alla precisione diagnostica che viene condotta nei laboratori di Microbiologia clinica. Da alcuni lavori di ricerca condotti nei dipartimenti di Microbiologia degli ospedali di Torino, Napoli, Milano e Roma, che sono stati presentati a Rimini al XLV Congresso nazionale Amcli, emergono dati interessanti:

  • si conferma una notevole presenza di virus respiratori sinciziali nei bambini sotto i 5 anni 
  • sono in crescita le infezioni causate da Metapneumovirus
  • frequenti le ‘confezioni’ con due virus diversi o con un virus e un batterio
  • spesso a un agente virale si associa Bordetella pertussis sia negli adulti che nei bambini 

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