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Olio di palma, la Ferrero grida al complotto e reagisce

“Terrorismo informativo”, ecco come la Ferrero bolla la querelle che vede protagonista uno degli ingredienti della Nutella.

“Giù le mani dalla Nutella, l’olio di palma non è affatto nocivo per la salute”. Questo, in sintesi, è quanto affermato ieri in un convegno organizzato dalla Ferrero a Milano su un argomento quanto mai attuale.

Le aziende dolciarie sembrano fare a gara nell’inserire nelle loro pubblicità e nello scrivere a caratteri cubitali sulle confezioni dei loro prodotti la dicitura “senza olio di palma”. Come se questo ingrediente, negli ultimi mesi, sia diventato il male assoluto per l’alimentazione di grandi e soprattutto dei piccini.

I cui genitori, impauriti da martellanti campagne mediatiche amplificate dai tam tam dei social network, preferiscono rifugiarsi in prodotti similari alla Nutella, pensando di fare un favore alla salute.

Lo diciamo da subito: non c’è nessuna evidenza scientifica sulla nocività dell’olio di palma. La ricercatrice Elena Fattore dell’Istituto Negri, intervenuta al convegno, ha addirittura rilanciato, dicendo che a differenza dei grassi saturi si sa che quelli idrogenati come la margarina fanno male.

Dati da prendere con le pinze (si sa infatti che molte ricerche non sono propriamente indipendenti), e siamo d’accordo, ma la polemica sull’olio di palma sembra aver arrugginito l’inossidabile reputazione della storica Ferrero, che si è spinta ad organizzare un convegno per spiegare le proprie ragioni.

E’ strano però che il terzo colosso dolciario al mondo, 6500 dipendenti e 4 stabilimenti solo in Italia,  22 in tutto il mondo, si difenda in questo modo. Convocando dietologi, psicologi, docenti ambientalisti, pediatri, esponenti di Green Peace e politici come il viceministro delle Politiche Agricole Andrea Olivero, che ha parlato di “terrorismo che fa leva sulla disinformazione e tende a creare turbativa nei mercati”.

Il nome del convegno “Olio di palma, una scelta responsabile basata sulla scienza” e la sua quantità, prodotta in circa 65 milioni di tonnellate nel sud-est asiatico, fa pensare che siamo di fronte o ad una bufala demonizzatrice enorme, altrimenti verrebbe da pensare ad un gigantesco tentativo di avvelenamento di massa.

Di sicuro c’è che  per ottenere così tanto olio di palma vengono distrutti ogni anno diversi km quadrati di foreste in Malesia ed Indonesia, contro la cui pratica si sono scagliate ripetutamente le associazioni ambientaliste.

Tornando ai presunti pericoli per la salute, la Ferrero rassicura i suoi consumatori informando che vengono selezionate per il confezionamento della Nutella le migliori qualità di nocciole, cacao ed olio esistenti sul mercato, stando attenti all’impatto sulla Natura e alla sostenibilità ambientale.

A chi credere allora? Permangono dei dubbi, che però sembra non avessero intaccato quasi cento anni fa Mussolini. Nella pagina (ironica) a lui dedicata su Facebook “Quando c’era LVI ed altri racconti fantastici” lo immaginano infatti affermare che non ha mai usato l’olio di palma, ma solo quello di ricino.

http://www.lultimaribattuta.it/

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