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STOP ALLA TRUFFA – A COLORO CHE HANNO COME GESTORE VODAFONE E TRE: ECCO COSA STA SUCCEDENDO

Nell’iPhone è presente un pulsante apparentemente innocuo, ma che in realtà nasconde una trappola succhia-soldi. È il tasto per la segreteria telefonica posizionato nella schermata per comporre il numero di telefono: se premuto, viene avviata una chiamata verso la segreteria telefonica. Il problema? La chiamata è a pagamento, ma in molti non lo sanno. Ora il Garante per le Comunicazioni ha chiesto a Vodafone e Tre di rimborsare tutti gli utenti che si sono ritrovati vittima di questo trabocchetto. Un rimborso che Vodafone già prevedeva per gli utenti che ne facevano richiesta, ma che ora dovrà corrispondere in maniera automatica ogni volta che il costo della segreteria sarà addebitato all’utente.

“Un arricchimento senza giusta causa in danno degli utenti” lo definisce l’Agcom, che sottolinea come la gestione della segreteria da parte degli operatori – e l’attivazione automatica a prescindere – comporta diversi costi involontari e che spesso passano inosservati davanti agli occhi degli utenti. Con Vodafone, per esempio, si spendono 20 centesimi ogni volta che si consulta la segreteria, mentre Tre ha un prezzo giornaliero: se si consulta almeno una volta al giorno, la segreteria addebita 1,5 euro ogni 24 ore. Secondo Tre la soluzione sarebbe quella di utilizzare un sistema di blocco dello schermo, sottolineando che sarebbe costoso disattivare la segreteria a tutti gli utenti. Una pratica che, secondo l’operatore, riguarderebbe peraltro solo gli utenti iPhone.

Il Garante, però, ha respinto le scuse di Tre accusando l’operatore di non aver informato in maniera trasparente i clienti sui metodi di disattivazione della segreteria: stando a quanto scritto sul sito basterebbe digitare il codice ##002# sulla tastiera per disattivarla, ma in realtà questa procedura provoca solo la disattivazione della deviazione di chiamata. Se il tasto presente sull’iPhone viene premuto, la chiamata (e l’addebito) parte comunque. L’Agcom ha quindi ordinato a Tre di attivare un sistema che permetta al rimborso di essere automatico e destinato anche a chi non si accorge dell’addebito; di inviare un sms ai clienti rimborsati per informarli della restituzione ed anche della diffida arrivata dal Garante; di spedire al Garante l’elenco di tutti gli abbonati rimborsati; di cambiare i propri software per evitare la consultazione involontaria della segreteria.

Impostazione simile è quella di Vodafone, che consente di disattivare la deviazione di chiamata ma non la segreteria vera e propria. Per la disattivazione completa del servizio di segreteria è necessario chiamare il call center, consultare la sezione 190 Fai da te del sito Vodafone o chiamare il numero 42070. L’Agcom continua però ad obiettare che solo dal 20 ottobre 2016 il sito dell’azienda chiarisce che il cliente ha due possibilità; che il cliente si protegge solo se prende l’iniziativa; che Vodafone assicura il rimborso a patto che ricorrano alcune condizioni, come l’assenza di rimborsi precedenti. “Apprezziamo l’atteggiamento collaborativo di Vodafone, ma appare confermato l’ingiustificato arricchimento dell’operatore” ha concluso il Garante, che all’operatore ha imposto gli stessi punti rivolti a Tre.

3evodafone

 

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