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Juventus, l’ex Moggi rievoca Calciopoli per spiegare il caso Agnelli: “Vince troppo come allora…”

Juventus, l’ex Moggi rievoca Calciopoli per spiegare il caso Agnelli – Con la vittoria di domenica scorsa sul campo della Sampdoria, la Juventus si avvicina a grandi passi verso un risultato storico, ovvero la conquista del sesto scudetto consecutivo. Intanto fuori dal campo continuano le discussioni riguardanti il deferimento del presidente bianconero Andrea Agnelli, per presunti rapporti con la criminalità organizzata. Anche l’ex dg della Vecchia Signora, Luciano Moggi, ha voluto dire la sua in un lungo articolo pubblicato sul quotidiano ‘Libero’. Ecco uno stralcio del pezzo: “Dice il regolamento che «è fatto divieto di avere rapporti con i tifosi» ma non spiega come l’Ente pensa di difendere i propri tesserati da costoro: sembra quasi un modo per dire «arrangiatevi» salvo poi subire i provvedimenti federali. Infatti, nel caso di lancio di petardi sul terreno di gioco scattano le multe, e i disordini reiterati prevedono la squalifica del campo con grave danno economico

Agnelli (LaPresse/Daniele Badolato)
Agnelli (LaPresse/Daniele Badolato)

per le società. E se qualcuno, per non incorrere in queste sanzioni, cerca di tenere buone le curve, magari dando qualche biglietto, infrange le regole e può essere deferito. Avendone veramente voglia, si dovrebbero fare indagini a tappeto per estirpare il fenomeno, ma non su di una singola società come sta succedendo adesso: troppo facile confezionare un capo di accusa isolando il resto del mondo calciofilo e darlo in pasto ai media per creare il famoso «sentimento popolare». Proprio come nel 2006 quando la Juve vinceva tutto ed era antipatica. Nonostante siano passati 11 anni da allora, oggi è ritornata antipatica perché sta vincendo il sesto scudetto consecutivo. Per cui chi meglio di lei può fungere da capro espiatorio? (….) Come fare allora? Secondo noi sarebbe sufficiente dare mandato alle Digos locali di fare indagini accurate sui più facinorosi, trasmettendo i fascicoli alla Federazione: loro conoscono il passato di tutti e possono veramente essere di aiuto a chi (i dirigenti ) nella maggior parte dei casi non conosce e non può conoscere adeguatamente gli interlocutori”. 

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