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Ferrari: cosa nasconde il nervosismo di Vettel nel long run?

Il tedesco è stato il più veloce in simulazione da qualifica, poi è stato abilissimo a portare la SF70H quasi ai box nonostante un black-out elettrico. Seb si è perso, invece, durante il long ostinandosi a stare dietro a Bottas e rovinando le gomme.
Dopo la prima giornata di attività in pista, le gerarchie sul circuito di Al Sakhir sono lontane dall’essere definite, a causa di un pomeriggio un po’ pasticciato da parte dei due leader del Mondiale.

La classifica della seconda sessione di prove libere propone un Sebastian Vettel in versione sprinter, capace di ottenere il miglior tempo di giornata, ma la serata barenita per “Seb” è stata tutt’altro che lineare.

Un black-out elettrico non ferma Vettel

Il primo imprevisto è stato un blackout che ha ammutolito la sua monoposto mentre si apprestava ad iniziare la simulazione di gara. L’effetto è stato quello di un computer in panne, e Vettel ha agito come un utente alle prese con un problema informatico, allungando il braccio destro fuori dall’abitacolo e premendo il pulsante Neutral a disposizione dei commissari per staccare la trasmissione e mettere la macchina in folle.

La Ferrari ha minimizzato l’accaduto, spiegando il motivo dello stop con un problema elettrico che ha mandato in protezione il sistema. Vettel, ha perso quasi trenta minuti, ma è tornato in pista per il long-run con gomme soft, e qui il tedesco è stato poco freddo, perdendo la pazienza quando si è ritrovato alle spalle della Mercedes di Bottas.

Il nervosismo di Seb dietro a Bottas

Sarebbe bastato alzare il piede, sacrificare un giro, e ripartire. E, invece, il tedesco si è intestardito dietro il finlandese, alzando le temperature, e finendo con l’alterare la linearità della simulazione. I riscontri sono stati così diversi da quegli attesi, ma dopo le disavventure del mattino, a portare a casa i dati necessari agli ingegneri è stato Raikkonen.

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