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Dalle piantagioni al sogno Atletico Madrid, Robin Ngalande

Il centravanti Robin Ngalande ha creduto in una favola, lontano dalle catene dai campi è riuscito a realizzare (in parte) uno dei sogni da bambino

A Dedza il clima è tropicale, l’ assenza di risorse minerarie o di combustibile, il basso livello di istruzione, la difficoltà dell’espatrio per motivi di studio o di lavoro, la burocrazia opprimente, la corruzione della classe politica, e le infrastrutture inadeguate (strade, elettricità, acqua, ecc.) sono tutti fattori che giocano a sfavore di una reale evoluzione della situazione economica del Malawi e della sua gente.

Quindi lavorare dodici ore al giorno con la schiena a pezzi tra le sterpaglie e sottopagato non aiuta a vivere una vita dignitosa, anzi. E’ il prezzo da pagare in silenzio per raccogliere senza sosta, per lavorare in condizioni disumane con l’obiettivo solo di arrivare sano a fine giornata. Il prezzo della schiavitù che le condizioni socio economiche del paese impongono ai connazionali sono tragiche,   specialmente per una  regione  che vive di tabacco, di tè e zucchero. Robin Ngalande è uno dei tanti che è riuscito a sopravvivere alla lunga fuga verso la libertà. Uno dei tanti che è riuscito a attraverso la disperazione di un viaggio a fuggire alla morte e ad una vita segnata e sognata. Una sorta di riscatto per lasciarsi alle spalle definitivamente il dramma comune di parecchi atleti del Malawi che provengono da un’infanzia di schiavitù nelle piantagioni di tabacco dove migliaia di persone sono abbandonati ad un destino crudele. Non tutti ovviamente, molti di loro preferiscono continuare a sperare, a sognare come è giusto che sia. Per molti di loro si apriranno nuove strade cosi come si sono aperte per Robin  che con i suoi piedi e il suo talento ha abbandonato l’inferno della schiavitù per aprire una porta della vita grazie al calcio, un viaggio iniziato 6 7 anni fa e che per un breve periodo l’ha condotto persino nelle giovanili dell’Atletico Madrid.

Vengo da Dedza, una delle città più famose per le piantagioni nel Malawi. Dalle mie parti o ti impieghi nella lavorazione del tabacco o vivi nella povertà più nera”. Il tabacco assunto per via epidermica causa dolori addominali, debolezze muscolari, tosse e difficoltà respiratorie, l’anticamera del cancro ai polmoni. Oggi Robin, 24 anni, impegnato nel campionato sudafricano, sogna il miracolo nel pallone. Una sorta di riscatto per lasciarsi alle spalle definitivamente il dramma comune di parecchi atleti del Malawi che provengono da un’infanzia di schiavitù nelle piantagioni di tabacco, il prodotto d’esportazione per eccellenza su cui si sostiene la fragile economia del paese
.robin
Robin Ngalande ha un sogno nel cassetto, vincere per la sua gente e per chi come lui crede nello sport ed i valori di libertà e rispetto. La sua nazionale non ha mai preso parte alla fase finale della Coppa del Mondo ed attualmente occupa il 108º posto della graduatoria. Oggi Robin ha 24 anni e molta strada davanti a lui, raggiungere un sogno e dedicare uno storico risultato ai piccoli martiri silenziosi. Un trionfo che spera possa arrivare dalla Coppa d’Africa. Perso il treno per Libreville 2017, ora ci si aggrappa alle qualificazioni per Camerun 2019. La federcalcio, specchio di un paese dalla povertà abissale, ha offerto alla squadra un premio di 20mila dollari da suddividere tra i tutti gli atleti che proveranno l’impresa. (fonte calcioesteronews) Robin e i suoi compagni vorrebbero rappresentare il canone inverso dopo una serie infinita di delusioni. “La concorrenza è spaventosa, ma abbiamo fiato da vendere, nonostante l’aver respirato per anni quella robaccia”.

 

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