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Milano: cosa sappiamo dell'insegnante morta per la meningite

Non ce l’ha fatta l’insegnante di 55 anni ricoverata all’ospedale San Paolo di Milano per una infezione di meningococco. Quando il 118 è intervenuto intorno alle 12.45 di mercoledì l’ha trovata in uno stato di forte agitazione e febbricitante: la diagnosi è di “shock settico in sepsi meningococcica”, per una infezione da batterio della meningite. La donna è morta giovedì mattina. La Asl potrebbe decidere la profilassi per i familiari con cui è stata a contatto, in zona Barona, Milano sud

Quattro casi a Roma, ma non sono contagiosi

Intanto a Roma quattro persone sono state ricoverate nelle ultime 48 ore all’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma per meningite. Si tratta di due uomini e due donne “tutte sostenute da uno stesso batterio, lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco)”. Due dei quattro pazienti, un uomo e una ragazza, sono di Albano Laziale e Anzio.

Il comune di Albano Laziale attraverso la Asl Rm6 precisa “che la forma di meningite in questione è pneumococcica e quindi non infettiva. Non si è resa necessaria nessuna profilassi antibiotica per i contatti stretti del caso trattandosi di una forma batterica sostenuta dal Pneumococco Pneumioniae, così come previsto dai protocolli e le specifiche linee guida nazionali”.

La meningite pneumococcica, spiegano dallo Spallanzani, “è una malattia infettiva non contagiosa per cui non sono necessarie profilassi per impedire la trasmissione dell’infezione ad eventuali contatti. I principali fattori di rischio sono da riconoscere nelle infezioni batteriche del tratto respiratorio superiore come otiti e sinusiti”. 


Fonte agi.it

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