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Via l’Imu arriva l’Imi: così; il Governo aumenta la tassazione sulla casa

Un’altra tassa comunale è in arrivo. Fa discutere l’emendamento alla Manovra 2017 proposto dal Pd che mira a istituire un’imposta municipale sugli immobili che sostituisca l’imposta municipale propria (Imu) e il tributo per i servizi indivisibili (Tasi). I Comuni potranno applicare aliquote dell’11,4% per mille per i fabbricati e 7 per mille per ville e castelli

Cambia ancora la tassazione sulla casa: arriva infatti l’Imi, l’imposta municipale sugli immobili, che sostituisce l’imposta municipale propria (Imu) e il tributo per i servizi indivisibili (Tasi). La proposta del Pd è passato con un emendamento, a prima firma di Maino Marchi, alla legge di bilancio dichiarato ammissibile. Per gli immobili diversi dall’abitazione principale e dai fabbricati rurali a uso strumentale l’aliquota è pari all’8,6 per mille e i Comuni possono aumentarla sino all’11,4 per mille o diminuirla fino all’azzeramento.

Le tasse sugli immobili anzichè diminuire si troverebbero invece ad aumentare. Confedilizia mette in risalto come l’emendamento che di fatto unifica Imu e Tasi “conferma come Tasi e l’Imu siano una patrimoniale” aumenta la tassazione sugli immobili: il limite massimo ordinario della somma delle aliquote di Imu e Tasi, infatti, è del 10,6 per mille. L’emendamento suggerito dall’associazione dei Comuni e fatto proprio dalla maggioranza, invece, lo porta all’11,4 per mille.

L’Imi si applicherà in tutti i comuni del territorio nazionale, ferma restando, per le Province autonome di Trento e di Bolzano, la facoltà di modificarla. La data per il versamento dell’imposta resta il 16 giugno, mentre sarà possibile pagare in due rate: la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre. Confermata l’esenzione per le abitazioni principali a meno che non si tratti di case signorili, ville e castelli.

 I Comuni potranno applicare aliquote dell’11,4% per mille per i fabbricati e 7 per mille per ville e castelli. La base imponibile è dimezzata anche per le abitazioni in comodato d’uso gratuito ma anche per i fabbricati di interesse storico o artistico, per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati.

Il Comune può differenziare l’aliquota dell’8,6 per mille per i fabbricati a uso residenziale diversi dall’abitazione principale, per i fabbricati industriali, per i fabbricati commerciali, per alberghi, pensioni, teatri,case di cura, istituti di credito, collegi, convitti, case di cura e ospedali,scuole, biblioteche, uffici pubblici, laboratori per arti e mestieri, per i fabbricati a uso commerciale con particolari caratteristiche tipiche dei centri storici.

Sono esenti dall’imposta le chiese e gli istituti di culto, i fabbricati di proprietà della Santa Sede e appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali.

L’imposta per gli immobili strumentali, ovvero i beni per l’esercizio dell’impresa, è deducibile al 20% ai fini della determinazione dei reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni ma non ai fini Irap.

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