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Tredicesime a rischio in più di un’azienda su cinque

Introdotte in Italia nel 1937, le tredicesime sono sempre più l’appuntamento che consente agli italiani di tenere in ordine i propri conti e saldare i propri debiti, ma stanno diventando un problema crescente, almeno in termini di puntualità del pagamento, per chi deve versarle. Secondo quanto emerge da un’indagine dell’Adnkronos, condotta su un campione di oltre mille imprese distribuite in tutte le Regioni italiane, anche quest’anno il saldo della tredicesima sarà infatti un problema per molte piccole imprese italiane.

Il 21% delle aziende potrebbe non pagare le tredicesime alla scadenza naturale e rimandare il saldo. La percentuale è comunque in diminuzione rispetto al 24% dell’anno scorso e al 27% del 2014. Nel 2015 il il 51% delle aziende ha differito la tredicesima rispetto alla scadenza naturale, mentre nel 2015 il differimento era stato praticato solo dal 35% delle aziende.

Tasse e difficoltà di accesso al credito sono le prime cause per il mancato pagamento della tredicesima alla scadenza naturale. L’eccessiva concentrazione degli adempimenti fiscali in dicembre è indicata come motivo del differimento dal 73% delle imprese che sono costrette a non pagare (erano il 70% nel 2015). Resta stabile rispetto allo scorso anno la quota di imprese, il 27%, che denuncia la mancata concessione da parte delle banche del prestito necessario a coprire l’esigenza di maggiore liquidità.

La maggior parte dei nuovi lavori creati in Italia è nel quintile più basso delle retribuzioni, a partire dal 2011. Di contro, una diversità dell’11,1% colloca l’Italia tra i Paesi sviluppati con la minor differenza retributiva, a parità di prestazioni, tra uomini  e donne.

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