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Google a casa Agnelli, come acquistare Messi e Ronaldo per la Juve

Google a casa Agnelli. Alzi la mano chi lo riteneva davvero possibile? Il colpo messo a segno da Marchionne e da FCA in queste ore sembra seguire l’architettura che portò alla fusione Fiat-Chrysler, quindi alla salvezza concreta, reale di due gruppi destinati in breve tempo a fallire sommerse dai debitio o ad essere venduti al miglior offerente. Lavorare in partnership con il motore di ricerca più famoso e utilizzato al mondo, significa essersi messi in casa il know how tecnologico più potente che si potesse trovare o scegliere. Come se la Juventus avesse acquistato Messi e Cristiano Ronaldo insieme, tanto per fare un parallelo calcistico.

Il ritornello di questi mesi era martellante: a FCA, ai marchi e ai modelli del gruppo torinese manca tecnologia, ripetevamo tutti. E non era un gioco o un divertimento. Era la realtà. Perchè la tecnologia moderna e di qualità ha costi molto elevati. E reindustrializzare tecnologicamente un gruppo piuttosto indietro da quel punto di vista avrebbe costretto la famiglia torinese ad un investimento mostruoso, che nemmeno l’uscita da RCS avrebbe potuto consentire. E allora serviva un partner importante. Però in fretta, perchè non si poteva più perdere tempo. La sfida era diventata pressante soprattutto nei confronti di una concorrenza che invece sulla tecnologia ha messo tantissime risorse.

E il partner con tutto il suo forziere di tecnologia è arrivato. Peraltro, con identica fretta di trovare a sua volta un partner che l’aiutasse a costruire macchine. Perché Google è da sempre molto più avanti rispetto ad Apple – almeno pare – per quanto riguarda il progetto della Google Car avviato tanti anni fa, fino al prototipo di auto a guida autonoma. Ma costruire un’auto, ingegnerizzarla non è la stessa cosa di fare computer. Ci vuole esperienza, linee produttive, stabilimenti in tutto il mondo. E Google cercava da tempo qualcuno che desse queste garanzie. Aveva provato con Ford e sembrava si arrivasse ad un annuncio a gennaio scorso, al Salone di Detroit. Invece saltò tutto per questioni di proprietà delle tecnologie e altre vicende. E proprio in quei giorni, i dialoghi comunque già avviati al CES di Las Vegas, tra Marchionne e John Krafcik, Amministratore Delegato di Google Self-Driving Car Project, sono ripresi in maniera serrata, fino all’accordo annunciato ieri sera.

Insomma, quello tra FCA e Google è un connubio tra due esigenze potenti. Incuriosisce passare dall’immagine che tutti abbiamo avuto di Google Car a pensare alla guida autonoma sul Minivan Pacifica, ma ce ne faremo una ragione. Non conosciamo i termini dell’accorso, se esiste cioè un’esclusiva reciproca. La logica vorrebbe così, ma non ci meraviglieremmo del contrario, visto che lo stesso Marchionne ha sempre parlato di accordi multipli con i big della tecnologia. Quindi, i colpi di scena potrebbero non essere finiti. Intanto continua l’offensiva FCA. Sarà partita al rallentatore per una serie di problemi, ma ora inizia a diventare interessante passare da Fiat Tipo (in tutte le sue declinazioni), al Fullback, dalla Maserati Levante all’Alfa Romeo Giulia in arrivo in concessionaria. Fino a questo accordo con Google i cui effetti si vedranno nel lungo termine ma che promettono una nuova, poderosa accelerazione.

Fonte: corrieredellosport

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