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Equitalia scomparirà entro il 2018

Addio ad Equitalia, ad annunciarlo è stato ieri il premier Renzi con una dichiarazione a sorpresa: “al 2018, Equitalia non ci arriva”.

Il Governo ha come priorità l’alleggerimento del peso del Fisco sul ceto medio e sulle famiglie, il capo del Governo, ha dichiarato:”Dobbiamo andare più nella direzione di dare una mano al ceto medio e alle famiglie , stiamo discutendo come, se attraverso le aliquote Irpef o un sistema fiscale diverso”.

Le principali risorse potrebbero venire da una nuova sanatoria per i capitali portati all’estero, la cosiddetta voluntary disclousure e dall’aumento dell’IVA.

Entro il 2018 scomparirà Equitalia, un annuncio shock quello del Presidente del Consiglio. L’addio a Equitalia era già stato programmato diversi anni fa, per quanto riguarda la riscossione delle imposte locali, una decisione continuamente rinviata dai decreti Milleproroghe.

Oggi Equitalia, a livello comunale, è in un regime transitorio, in attesa di lasciare definitivamente la riscossione di multe, rifiuti e altre imposte locali.

Il Premier Matteo Renzi dichiara: “la riorganizzazione di questo sistema prevederà un modello del tutto diverso. Il Governo punta a rendere il sistema sempre più a disposizione del cittadino e non vessatorio verso il cittadino”, e Renzi sottolinea: “ci stiamo lavorando” con il ministro Padoan, la direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi e il responsabile di Equitalia (l’ad Ernesto Maria Ruffini).

Riforma dell’Irpef e aumento dell’IVA

Il Premier Matteo Renzi, nella sua dichiarazione, preannuncia un anticipo della riforma nel 2017 con una nuova nuove aliquote intermedie dell’Irpef.

Il Governo vorrebbe estendere il bonus degli 80 euro ad alcune categorie che ancora non ne beneficiano, come i pensionati. Però dall’altro lato c’è la Comunità Europea che, se per il 2016 ha consentito l’aumento dell’indebitamento e lo scostamento del rapporto debito/Pil, ha richiesto per l’anno successivo un rientro del debito. Così, si parla di un aumento dell’Iva già legato alle clausole di salvaguardia e previsto dalla precedente legge di Stabilità. Questo suggerimento arriva da Bruxelles: “per reperire le risorse necessarie alle riforme si dovrà agire con un corrispondente aumento di Iva e accise

 

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