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Decreto fiscale, via libera della Camera: addio Equitalia ma salta la norma salva partite-Iva

Renzi incassa la fiducia con 359 voti a favore e 166 contrari: il testo del decreto collegato alla Manovra 2017 passa all’esame del Senato in seconda lettura. Punto per punto il testo del decreto prevede anche la rottamazione delle cartelle esattoriali

Cancellazione di Equitalia, rottamazione delle cartelle, nuova edizione della voluntary disclosure, semplificazioni e stop agli studi di settore. Sono le misure principali del decreto fiscale collegato alla legge di bilancio approvato dalla Camera con la fiducia al governo. L’Aula di Montecitorio ha approvato la conversione in legge del decreto con 272 voti favorevoli, 137 contrari e due astenuti dopo aver votato in tarda mattinata la fiducia al governo sul provvedimento con 359 sì e 166 voti contrari. Il provvedimento ora passerà al Senato per il via libera definitivo che dovrebbe arrivare in tempi molto stretti visto che il testo uscito dalla Camera è “blindato”. Anche perchè garantisce coperture per circa 4,4 miliardi di euro alla manovra.

Dopo l’esame della Camera restano fuori la norma per spalmare in più anni nei bilanci delle banche gli apporti al fondo di risoluzione e l’innalzamento della soglia per l’obbligo di trasformazione delle banche popolari in Spa da 8 a 30 miliardi. Saltata all’ultimo momento anche la deroga di due anni per il regime dei minimi a causa di un buco nelle coperture scovato dalla Ragioneria generale dello Stato. La norma serviva a consentire ai freelance e ai piccoli imprenditori di non dovere rinunciare per forza al regime forfettario in caso di superamento della soglia di fatturato prevista. Niente da fare anche per le norme che consentivano la liquidazione dell’Expo, quelle sulla Ryder Cup e sull’Ilva.

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