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Dopo il terremoto, i turisti: alberghi delle Marche ‘sfrattano’ 150 sfollati   

Sfollati dal terremoto e ora dai turisti. Succede a Porto Sant’Elpidio (Fermo), nelle Marche, dove un gruppo di terremotati alloggiati presso alcuni hotel sarà costretto a spostarsi in altre strutture ricettive. Il motivo? Far posto ai turisti che, visto l’avvicinarsi della bella stagione stanno prenotando lì qualche giorno di vacanza.

Dovranno spostarsi a Lido di Fermo e Marina Palmese circa 150 sfollati, alloggiati finora in 4 alberghi. Il problema nasce dal fatto che questi hotel non hanno ancora raggiunto un accordo con la Regione Marche per la permanenza degli sfollati. E, dall’altro lato, i terremotati non possono trasferirsi nelle casette di emergenza, in quanto nelle Marche non ci sono ancora. A questo, si aggiunge il fatto che nella prima distribuzione delle persone rimaste senza casa dopo i terremoti del 26 e del 30 ottobre scorsi, alcune famiglie sarebbero state divise in strutture alberghiere differenti, “andando così a sparpagliare – spiegano gli sfollati – alcune comunità che già da mesi sono alle prese con enormi difficoltà per proseguire la vita di tutti i giorni, compreso il recarsi a lavoro”.

La Regione: “sensibilizzeremo i titolari degli hotel”

Dalla Regione Marche fanno sapere che “nessuno sarà forzosamente spostato dal luogo dove attualmente è ospitato”, e che la Regione “si attiverà per sensibilizzare i titolari delle strutture”. Diametralmente opposta la posizione di Unioncamping, che ribatte: “I titolari dei camping hanno fatto il massimo per garantire in questi mesi l’accoglienza e il supporto agli sfollati. Se siamo arrivati a questo punto è perché la Regione non ha individuato a suo tempo alcuna soluzione alternativa”. Per l’associazione di categoria il trasferimento dei terremotati dovrà essere completato entro il 2 maggio. Ma le proteste proseguono. “Si stanno spostando quasi 1000 terremotati perché la Regione non riesce a mettersi d’accordo con 4 albergatori che non vogliono più ospitare gli sfollati – dice un manifestante – per fare spazio ai turisti. Ci spostano come pacchi postali, nonostante queste persone abbiano già sofferto tanto, perdendo casa e lavoro”.

Per approfondire:

 

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